Pratiche filosofiche e pittura: dal corpo alla carne #4

Si conclude il percorso tra la filosofia e la pittura al Posto delle Fragole. Domenica 28 maggio alle 10.30, il filosofo Alessandro Di Grazia ci accompagnerà nell’ultimo viaggio di suggestioni pittoriche alla ricerca del pensiero di un maestro dell’arte. In questo nuovo incontro si parlerà del pittore “Dublinese maledetto” del Novecento Francis Bacon.

“Penso che l`arte sia un’ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi”
Pittore esistenziale ai limiti della patologia estetica, maestro della defigurazione o della deformità, Francis Bacon nacque in una clinica di Dublino da genitori inglesi. Era un bambino estremamente timido, sempre ammalato e soggetto a violente allergie e crisi d’asma. Adorava vestirsi da donna, indossando gli indumenti intimi della madre. La sua evidente omosessualità faceva infuriare suo padre, capitano dell’esercito britannico in pensione, che era solito punirlo anche duramente e che infine lo cacciò di casa. A sedici anni si trasferì a Londra, quindi a Berlino, dove conobbe il realismo di Grosz, Dix e Beckmann, e infine a Parigi, città in cui iniziò a dipingere disegni ed acquarelli d’ispirazione cubista sotto l’influenza di Picasso. Nel 1928 rientrò a Londra dipingendo e lavorando come decoratore, illustratore e interior designer. Dopo i primi lavori degli anni 30 che già rivelavano un interesse per l’ambiguità della trama figurativa, fu nel decennio successivo che avvenne la sua consacrazione ufficiale di artista, al fianco di Henry Moore e Graham Sutherland. Il nuovo corso della sua pittura si aprì nel 1944 con i Tre studi di figure per la base di una crocifissione che sconcertarono il pubblico con le loro inquietanti figure. I lavori dei decenni successivi segnarono un ulteriore approfondimento della sua spietata analisi della condizione umana, da cui emergeva la visione di un uomo distorto e sfigurato. L’opera di Bacon, caratterizzata da una violenta carica espressionistica che è stata formalmente accostata a Van Gogh e Munch, ha esercitato un forte influsso sui pittori delle generazioni successive, specie su quelli della cosiddetta nuova figurazione